“ All'inizio c'è la relazione” (P. Donati)

Il gruppo

La crisi dell'epoca contemporanea è segnata dall’incapacità delle diverse discipline di dialogare tra di loro, incapacità che le rende non significative per la vita concreta dell'uomo di oggi. Sembra quasi che le diverse scienze siano tutte chiamate a fare un passo indietro rispetto alle proprie pretese epistemiche, per ritrovare un logos comune che le rimetta in contatto con la realtà propriamente umana e non solo con dimensioni tecniche o materiali. Da diverse parti si converge sulla diagnosi che tale crisi è in primo luogo metafisica. L’assenza di un linguaggio comune sull’essere rende sempre più difficile il dialogo tra specializzazioni diverse. Il paradosso sembra essere che a maggior specializzazione disciplinare corrisponda minor capacità di entrare in relazione con il reale studiato dalle altre discipline. Il ROR nasce dalla convinzione dei sui membri che il superamento di questa crisi non possa consistere in un ritorno ad uno stato premoderno, ma richieda un lavoro ontologico per ampliare la metafisica alla dimensione relazionale. A ciò si può arrivare da fronti diversi: attraverso l'analisi del pensiero patristico fino all’antropologia; dalla presa di coscienza del ruolo fondamentale dell'ermenutica, al rapporto con le scienze sociali. Da quest'ultimo ambito proviene, in particolare, il prezioso stimolo offerto dalla sociologia relazionale di Pierpaolo Donati. Ciò vale in special modo per quanto riguarda lo sviluppo di un’epistemologia relazionale, cioè di un’epistemologia in grado di trattare come oggetti propri le relazioni, che, in una prospettiva sia aristotelica sia cartesiana, rimangono in ombra. Tale approccio si apre naturalmente al dialogo con gli sviluppi attuali della riflessione filosofico-teologica e delle scienze dell’uomo. Il dibattito teologico mostra infatti sempre di più l’urgenza di comprendere come l’essere trinitario del Dio cristiano si rifletta nell’ontologia creata. Al contempo lo studio dell’uomo, ad esempio nell’approccio e nei contributi del cognitivismo e delle filosofie dialogiche e dell’alterità, ha progressivamente mostrato che studiare in modo specifico e centrale la relazione è irrinunciabile per comprendere l’umano. Dopo la relazione ancillare, caratteristica del Medio Evo, e quella dialettica o di “assorbimento” che ha segnato la modernità, filosofia e teologia sono chiamate ad un nuovo rapporto, se vogliono sopravvivere alla liquefazione postmoderna e servire davvero l’uomo contemporaneo, che rischia di affogare per  mancanza di un appiglio metafisico.

L'immagine in alto ritrae la volta della Cappella della Santissima Trinità di Lublino (XV sec.)